20141115-01L’opzione privilegiata per i poveri, il cammino sofferto della teologia della liberazione, l’attuale crisi religiosa, la fede “fai-da-te” e il vuoto di senso. Ma anche la disuguaglianza sociale e il deficit di relazioni. Sono alcuni dei punti affrontati nei tre giorni di incontro in Brasile (Mariapoli Ginetta, 31 ottobre-2 novembre) da un gruppo di docenti universitari e giovani laureati, alla ricerca di una nuova prospettiva culturale per l’America Latina. Istanze coniugate con la domanda di testimoni e la sete spirituale, la valorizzazione delle culture originarie e degli afro-discendenti. Giorni in cui è emersa la vocazione tipicamente plurale e sociale del continente.
Tra i presenti, il prof. Piero Coda, teologo, preside dell’ Istituto Universitario Sophia (Loppiano, FI), che ha visto passare tra i suoi studenti anche numerosi latino americani, tra cui alcuni brasiliani, presenti all’incontro. “Nell’attuale momento di grande svolta, di cambiamento d’epoca, di visione dell’uomo e del mondo, è un’urgenza storica offrire il contributo maturato in questi decenni dal dono di un carisma, il carisma dell’unità affidato a Chiara Lubich”, ha affermato il prof. Coda.
E negli oltre 50 anni in cui il Movimento dei Focolari è presente in Brasile e nei vari Paesi dell’America Latina, molte sono state le iniziative a carattere culturale nate nelle varie università. La fraternità è stata spesso proposta come categoria che può imprimere rinnovamento alle diverse discipline, dalla politica ed economia al diritto e pedagogia.
Con l’intenso scambio di esperienze, proposte, riflessioni che ha caratterizzato i tre giorni di incontro si è aperta una nuova prospettiva, un nuovo passo da compiere: che anche in America Latina nascesse un centro universitario con la stessa ispirazione che ha dato vita a Sophia.
Si tratta di un progetto embrionale, con connotazioni specificamente latinoamericane. Vi hanno preso parte anche la teologa Maria Clara Bingemer, della Pontificia Università Cattolica (PUC) di Rio de Janeiro, che ha ripercorso il cammino conciliare e post conciliare della Chiesa nel continente, e il politologo argentino Juan Esteban Belderrain, che ha messo il dito su alcune delle piaghe più profonde del continente e le sue cause, tra cui la carenza di coesione sociale.
La proposta culturale di Sophia si profila qui dunque con una connotazione peculiare, in sintonia con gli orientamenti della Chiesa latinoamericana e con le radici nell’ispirazione e metodologia originarie presentate da Chiara Lubich nel 2001. Sophia, in questi anni ne è stato un laboratorio di sperimentazione, come testimoniato dagli ex alunni: «qui studenti e professori mirano a coniugare pensiero e vita, privilegiando i rapporti a tutti i livelli e puntando alla trans-disciplinarietà, in risposta alla frammentazione dei saperi». «In Chiara non c’è mai stata contrapposizione fra vita e pensiero» – rimarca il copresidente dei Focolari Jesús Morán in una recente intervista – «Chiara è quella della “devozione alla mente di Gesù” e la fondatrice della Scuola Abba e dell’Università Sophia. Come tutti i grandi fondatori, lei era pienamente cosciente che un carisma che non si fa cultura non ha futuro. La cultura è sempre vita».
Attualmente gli studenti dell’Istituto Universitario Sophia provengono da 30 nazioni. La convivenza internazionale offre un contributo ulteriore a formare “uomini-mondo”, dove la cultura tipica di ciascuno si apre a dimensione universale. Un progetto in consonanza con il trinomio consegnato recentemente da papa Francesco ai Focolari: contemplare, uscire, fare scuola. E il Papa, nel videomessaggio per il 50° della cittadella di Loppiano ha proprio ricordato Sophia come luogo in cui si possono formare giovani uomini e donne «che, oltre ad essere opportunamente preparati nelle varie discipline, siano al tempo stesso, impregnati della sapienza che sgorga dall’amore di Dio».

20141115-01The preferential option for the poor, the painful journey of liberation theology, the current religious crisis, “do-it-yourself” faith and the lack of meaning. But also inequality is a lack of relationship. These were only a few of the topics discussed by a group of university professors and graduate students in search of a new cultural perspective for Latin America during the three-day meeting in Brazil at Mariapolis Ginetta (October 31-November 2, 2014). Examples joined with questions of witnesses and spiritual thirst, the promotion of native cultures and African descendents. Days during which the typically pluralistic and social calling of the country continued to surface.

Among the presenters, Dr Piero Coda, theologian and president of Sophia University Institute, Loppiano, Italy, who has seen many Latin American students, including Brazilians, studying at Sophia. He affirmed: “During this monumental turning point of epochal change, of the vision of man and of the world, there is an historic urgency to present the contribution of the charism that has matured over decades, the charism of unity that was given to Chiara Lubich.”

During the 50 years that the Focolare Movement has been in Brazil and Latin America, many projects have begun at several universities. Fraternity was often proposed as a category that brings renewal to the different disciplines, from politics to economy to pedagogy.

Through the intense exchange of experiences, proposals and reflections that characterized the three-day meeting, a new perspective was opened, a step to be taken: that a university centre under the same inspiration as Sophia should begin in Latin America. It would begin small, with specifically Latin American qualities.

Also participating was Maria Clara Bingemer, from the Pontifical Catholic University of Rio de Janeiro (PUC), and Argentinian political scientist Juan Esteban Belderrain who put his finger on some of the deep wounds of the continent and their causes, such as the lack of social cohesian.

The cultural proposal offered by Sophia has a specific feature, which is in harmony with the leanings of the Latin American Church and with its roots in the original inspiration and methodology presented by Chiara Lubich in 2001. In recent years Sophia has been an experimental laboratory, as ex-students testify: “here students and teachers strive to link theory and life, focusing on relationships at every level and aiming for transdisciplinarity in answer to the fragmentation among the disciplines.” “For Chiara thought and life were never in opposition to one another,” remarked Focolare co-president Jesus Moran during a recent interview. Chiara was “devoted to the mind of Jesus” as the founder of the Abba School and Sophia University Institute. Like all the great founders, she was fully aware that a charism that didn’t become culture had no future. Culture is always life.”

Currently the students body at Sophia University Institute is comprised of people from 30 countries. Such an international community provides a further opportunity to be formed into world citizens, where the specific culture of each opens itself to more universal dimensions. This project has turned out to be in tune with the recent trio of Pope Francis which he presented in his videomessaggio on the occasion of the 50th anniversary of the Loppiano Mariapolis. He recalled Sophia precisely as a place in which new men and new women can be formed “who, aside from being opportunely prepared in the academic disciplines, are at the same time steeped in the wisdom which flows from the love of God.”

20141115-01Die Option für die Armen, der Leidensweg der Theologie der Befreiung, die aktuelle religiöse Krise, ein selbstgestrickter Glaube, aber auch Sinnlosigkeit, soziale Ungleichheit und Defizite in der Herstellung von Beziehungen – um all das ging es vom 31. Oktober bis 2. November 2014 in der Mariapoli Ginetta. Universitätsprofessoren und junge Menschen, die gerade ihren Studienabschluss gemacht haben, dachten über eine neue kulturelle Perspektive für Lateinamerika nach. Zeugen waren gefragt, nicht so sehr Lehrer, um den geistlichen Durst zu löschen und die ursprünglichen Kulturen der lateinamerikanischen Länder aufzuwerten. In diesen Tagen ist die typische vielschichtige und soziale Berufung des Subkontinentes aufgeleuchtet.

Unter den Professoren war auch der Theologe Piero Coda, der Rektor des Universitätsinstitutes Sophia (Loppiano-Florenz), der bereits viele südamerikanische Studentinnen und Studenten unterrichtet hat, darunter einige Brasilianer, die jetzt an dieser Tagung teilnahmen. „Zur Zeit befinden wir uns in einer epochalen Wende, die Vision des Menschen und der Welt, die ihn umgibt, unterliegt großen Veränderungen. Mehr den je ist es eine historische Verantwortung, das Charisma der Einheit, das Chiara Lubich geschenkt wurde und das in diesen Jahrzehnten herangereift ist, der Menschheit anzubieten“, betonte Prof. Coda.

In den über 50 Jahren, in denen die Bewegung in Brasilien präsent ist und in vielen anderen Ländern Südamerikas, hat es hier zahlreiche kulturelle Initiativen gegeben, die in einzelnen Universitäten des Subkontinentes angestoßen wurden. Dabei ging es um die Kategorie der Geschwisterlichkeit, die alle wissenschaftlichen Disziplinen, von der Politik über die Wirtschaft bis hin zur Pädagogik und zum Rechtswesen erneuern kann.

In den drei Studientagen wurde dem Erfahrungsaustausch unter den Teilnehmern breiter Raum gegeben und schließlich stand eine neue Zukunftsperspektive im Raum: ein zweites Universitätsinstitut für Lateinamerika, ähnlich der Sophia.

Noch geht es hier um einen ganz bescheidenen Anfang, mit typisch lateinamerikanischen Ansätzen. Auch die Theologin Maria Clara Bingemer von der Päpstlichen Universität in Rio de Janeiro und der argentinische Politologe Juan Esteban Balderrain waren an den diesbezüglichen Planungsgesprächen lebhaft beteiligt. Maria Clara Bingemer referierte über dien konziliaren und postkonziliaren Weg der Kirche in Südamerika und Juan Esteban Balderrain legte den Finger auf tiefe Wunden des Subkontinentes und ihre Ursachen, darunter die fehlende soziale Zusammengehörigkeit.

Der kulturelle Vorschlag von Sophia findet hier einen ganz besonderen Anklang durch die Verbindung der Richtlinien der lateinamerikanischen Kirche mit den Wurzeln der ursprünglichen Inspiration Chiara Lubichs 2001. Sophia hat das in diesen Jahren ausprobiert, wie einige ehemalige Studenten bezeugen: „Studenten und Professoren verbinden hier das Denken mit dem konkreten Leben. Es geht ihnen um Beziehungen auf allen Ebenen. Der Zerrissenheit der wissenschaftlichen Denkmodelle stellen sie eine Disziplinen überschreitende Denkungsart entgegen.“ „Bei Chiara gab es nie einen Gegensatz zwischen Denken und Leben“, hob der Kopräsident der Fokolar-Bewegung, Jesús Morán in einem Interview hervor. „Chiara verehrt den Verstand Jesu, sie ist die Gründerin der Scuola Abbà und der Universität Sophia. Wie alle großen Gründergestalten war auch sie sich voll bewusst, dass ein Charisma, das nicht zur Kultur wird, keine Zukunft hat. Und Kultur ist immer Leben.“

Derzeit kommen die Studenten der Sophia aus 30 Ländern. Das internationale Zusammenleben liefert einen beachtlichen Beitrag zur Schulung von „Menschen mit Weltdimensionen“, wo sich die Kulturen der Einzelnen zu universaler Weite verbinden. Ein Projekt, das Papst Franziskus kürzlich mit drei Worten den Fokolaren mit auf den Weg gegeben hat: in Gott sein, nach draußen gehen, schulen und Schule machen. In einer Videobotschaft zum 50jährigen Bestehen Loppianos hatte Franziskus kurze Zeit später von der Sophia als einem Ort gesprochen, wo junge Frauen und Männer herangebildet werden, „die nicht nur wissenschaftlich gut vorbereitet, sondern gleichzeitig auch von jener Weisheit durchdrungen sind, die aus der Liebe Gottes erwächst“.

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La opción preferencial por los pobres, el difícil camino de la teología de la liberación, la actual crisis religiosa, la fe “a la medida” y la falta de sentido. Pero también la desigualdad social y la falta de relaciones. Son algunos de los puntos abordados en los tres días de encuentro en Brasil (Mariápolis Ginetta, 31 de octubre – 2 de noviembre) por un grupo de docentes universitarios y jóvenes recién graduados, en búsqueda de una nueva perspectiva cultural para América Latina. Fueron instancias conjugadas con la necesidad de testimonios y la sed espiritual, la valoración de las culturas originarias y de los afro-descendientes. Fueron días donde emergió la característica vocación plural y social del continente.

Entre los presentes estaba el prof. Piero Coda, teólogo, rector del Instituto Universitario Sophia (Loppiano, Florencia), quien entre sus estudiantes ha tenido a numerosos latinoamericanos, entre los cuales algunos brasileños, presentes en el encuentro. “En el momento actual de gran transformación, de cambios históricos de la visión de la persona y del mundo, tiene es impelente ofrecer el fruto madurado en estas décadas del don de un carisma, el carisma de la unidad confiado a Chiara Lubich”, afirmó el prof. Coda. También participaron la teóloga Maria Clara Bingemer, de la Pontificia Universidad Católica (PUC) de Río de Janeiro, quien presentó un recorrido del camino conciliar y postconciliar de la Iglesia en el continente, y el politólogo argentino Juan Esteban Belderrain, quien puso el dedo en algunas de las llagas más profundas del continente y sus causas, entre ellas, la falta de cohesión social.

En los más de 50 años de presencia del Movimiento de los Focolares en Brasil y en varios países de América Latina, han sido muchas las iniciativas de carácter cultural nacidas en varias universidades. La fraternidad a menudo ha sido propuesta como una categoría que puede marcar una renovación de las distintas disciplinas, de la política a la economía, al derecho y a la pedagogía.

Mediante el intenso intercambio de experiencias, propuestas, reflexiones que caracterizó los tres días de encuentro, se abrió una nueva perspectiva, un nuevo paso a realizar: que también en América Latina nazca un centro universitario con la misma inspiración que dio vida a Sophia. Se trata de un proyecto en fase embrionaria, con connotaciones específicamente latinoamericanas.

La propuesta cultural de Sophia se perfila aquí con una connotación específica, en sintonía con las orientaciones de la Iglesia latinoamericana y radicada en la inspiración y metodología originarias presentadas por Chiara Lubich en el 2001. Sophia en estos años se ha convertido en un laboratorio de experimentación, como testimonian sus exalumnos: «allí estudiantes y profesores se esfuerzan de conjugar pensamiento y vida, privilegiando las relaciones y apuntando a la transdisciplinaridad, como respuesta a la fragmentación de los saberes». «En Chiara nunca hubo contraposición entre vida y pensamiento» – subrayó el co-pesidente de los Focolares Jesús Morán en una reciente entrevista – «Chiara es la de la “devoción a la mente de Jesús” y la fundadora de la Escuela Abba y de la Universidad Sophia. Como todos los grandes fundadores, ella estaba plenamente consciente de que un carisma que no se transforma en cultura no tiene futuro. La cultura siempre es vida».

Actualmente los estudiantes del Instituto Universitario Sophia provienen de 30 naciones. La convivencia internacional ofrece un aporte ulterior para formar “hombres-mundo”, donde la cultura propia de cada uno se abre a una dimensión universal. Un proyecto en consonancia con el trinomio consignado recientemente por el papa Francisco a los Focolares: contemplar, salir, hacer escuela. Además el Papa, en el videomensaje por el 50º de la ciudadela de Loppiano se refirió a Sophia como un lugar en donde se pueden formar jóvenes hombres y mujeres «que, además de estar oportunamente preparados en varias disciplinas, están al mismo tiempo impregnados de la sabiduría que brota del amor de Dios».

 

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L’option privilégiée pour les pauvres, le chemin difficile de la théologie de la libération, l’actuelle crise religieuse, la foi “autogérée” et vide de sens. Mais aussi l’inégalité sociale et le manque de relations. Ce sont quelques-uns des points abordés durant les trois jours de rencontre au Brésil (Mariapolis Ginetta, 31 octobre-2 novembre) par un groupe de professeurs universitaires et jeunes diplômés, à la recherche d’une nouvelle perspective culturelle pour l’Amérique latine. Des points en rapport avec la question de témoins et la soif spirituelle, la valorisation des cultures originelles et des afro-descendants. Des jours durant lesquels a émergé la vocation typiquement plurielle et sociale du continent.

Parmi les personnes présentes, le professeur Piero Coda, théologien, doyen de l’Institut universitaire Sophia (Loppiano, Florence) qui a vu passer parmi ses étudiants de nombreux latino-américains, dont quelques Brésiliens, présents à la rencontre. “En ce moment de grand tournant, de changement d’époque, de vision de l’homme et du monde, c’est une urgence historique d’offrir la contribution mûrie durant ces décennies par le don d’un charisme, le charisme de l’unité confié à Chiara Lubich“, a affirmé le professeur Coda.

Et durant les plus de 50 ans de présence du Mouvement des Focolari au Brésil et dans les différents pays de l’Amérique latine, nombreuses ont été les initiatives à caractère culturel nées dans les différentes universités. La fraternité a été souvent proposée comme une catégorie qui peut donner un nouveau souffle aux différentes disciplines, de la politique et économie au droit et pédagogie.

Avec l’intense échange d’expériences, propositions, réflexions, qui a caractérisé les trois jours de rencontre, s’est ouvert une nouvelle perspective, une nouvelle étape à franchir: que naisse, en Amérique latine aussi, un centre universitaire avec la même inspiration qui a donné vie à Sophia.

Il s’agit d’un projet embryonnaire, avec des connotations spécifiquement latino-américaines. Y ont pris part également la théologienne Maria Clara Bingemer, de l’Université pontificale catholique de Rio de Janeiro, qui a retracé la démarche conciliaire et post conciliaire de l’Église dans le continent, et le politologue argentin Juan Esteban Belderrain, qui a mis le doigt sur certaines des plaies les plus profondes du continent et ses causes, dont le manque de cohésion sociale.

La proposition culturelle de Sophia se profile ici donc avec une connotation spécifique, en harmonie avec les orientations de l’Église latino-américaine et avec les racines dans l’inspiration et méthodologie originelles présentées par Chiara Lubich en 2001. Ces dernières années, Sophia a été un laboratoire d’expérimentation, comme les anciens élèves en témoignent: “ici, étudiants et professeurs cherchent à conjuguer pensée et vie, privilégiant les rapports à tous les niveaux et visant à la transdisciplinarité, en réponse au morcellement des savoirs”. “En Chiara, il n’y a jamais eu d’opposition entre vie et pensée” – remarque le coprésident des Focolari, Jesús Morán, dans une récente interview – “Chiara est la ‘dévotion à l’esprit de Jésus’ et la fondatrice de l’École Abba et de l’Université Sophia. Comme tous les grands fondateurs, elle était pleinement consciente qu’un charisme où il n’y a pas de culture n’a pas de futur. La culture est toujours vie.”

Actuellement, les étudiants de l’Institut universitaire Sophia proviennent de 30 nations. La cohabitation internationale offre une contribution supplémentaire à former des “hommes-monde”, où la culture typique de chacun s’ouvre à une dimension universelle. Un projet en harmonie avec les consignes remises récemment par le pape François aux Focolari: contempler, sortir, faire école. Et le pape, dans son message vidéo pour le 50ème anniversaire de la cité-pilote de Loppiano, a justement rappelé que Sophia est un lieu où peuvent être formés des jeunes hommes et femmes “qui, en plus d’être opportunément préparés dans les différentes disciplines, sont en même temps imprégnés par la sagesse qui naît de l’amour de Dieu”.

 

20141115-01“No atual momento de grande virada, de mudança de época, de visão do homem e do mundo, é uma urgência histórica oferecer a contribuição, amadurecida nestes decênios, do dom de um carisma, o carisma da unidade confiado a Chiara Lubich”.

Foram estas as tiradas iniciais do Prof. Piero Coda, reitor do Instituto Universitário Sophia fundado em Loppiano, próximo de Florença, Itália, durante o primeiro encontro com um grupo de professores universitários e ex-alunos de Sophia, provenientes das  várias regiões do Brasil na Mariápolis Ginetta (SP).

Esta urgência já era sentida intensamente há bastante tempo aqui no Brasil. Nos mais de 50 anos que o Movimento dos Focolares está presente neste grande País e nos demais países da América Latina, são várias as iniciativas de caráter cultural nascidas em muitas universidades. É o que se viu por meio dos incontáveis relatos apresentados nesses dias, onde a fraternidade é proposta como categoria que pode imprimir renovação tanto na Política quanto na Economia, no Direito, na Pedagogia… como resposta aos muitos desafios, comuns em todo Ocidente: fragmentação do saber e do próprio homem enquanto os problemas são sempre mais transnacionais e multidimensionais; fratura entre o pensamento e a vida; grande riqueza de meios técnico-cientificos; pobreza dos fins.

Agora, a expectativa era a de dar um novo passo, que também neste continente nascesse um Centro Universitário com a mesma inspiração que deu vida à Sophia. Esta é a prospectiva que emergiu durante a intensa troca de experiências, propostas, reflexões que caracterizou os três dias de encontro, que se concluiu domingo 2 novembro.

Trata-se de um projeto embrionário, com conotações especificamente latino-americanas. A teóloga Maria Clara Bingemer, da Pontifícia Universidade Católica (PUC) do Rio de Janeiro,  percorreu a história do caminho conciliar e pós conciliar da Igreja no continente, desde a opção preferencial pelos pobres, passando pelo difícil caminho trilhado pela Teologia da Libertação, até à atual crise religiosa, ou seja, a religião subjetiva e o vazio de sentido. Enquanto, sempre mais, se percebe a sede de Deus e a exigência de testemunhas. O politólogo Juan Estevan Belderrain colocou o dedo sobre uma das feridas mais profundas do Continente: a desigualdade social e as suas causas, com o deficit de coesão social e o deficit de relações.  A isso se acrescentam as necessidades dos povos indígenas, e dos afrodescendentes. Em síntese, veio em evidência a vocação social da América Latina.

O projeto cultural do Instituto Universitário Sophia delineia-se aqui, portanto, como uma dimensão social, com suas raízes na inspiração e na metodologia originais apresentadas, em um vídeo, por Chiara Lubich, em seu discurso programático na ocasião da fundação da Sophia em 15 de agosto de 2001: pensamento e vida inspirados no modelo trinitário, que se tornou acessível pelo mistério de morte e ressurreição de Cristo que, na cruz, gritou o abandono do Pai. Deste mistério jorrou a Sabedoria que gera uma nova cultura, em que são privilegiados os relacionamentos em todos os níveis, cuja norma é a interdisciplinariedade e a transdisciplinariedade.

Atualmente, alunos, professores e pesquisadores do Instituto Sophia provém de 30 países, formados pela sabedoria como “Homens mundo”, cuja cultura típica de cada um deles abre-se à dimensão universal.  É um projeto em profunda sintonia com o trinômio proposto recentemente pelo Papa Francisco ao Movimento dos Focolares: contemplar, sair, ‘fazer escola’.

O presente projeto em estudo, inclusive na América Latina, visa contribuir para a tão esperada reforma do estilo de fazer universidade, que, como escreveu profeticamente Edgar Morin, comentado por Piero Coda, iniciará de modo periférico, por iniciativa de uma pequena minoria, talvez não compreendido inicialmente, mas destinado a uma vasta difusão. Por isso já foram fixados novos encontros:  na  Ásia em 2016, na África em 2017.

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拉丁美洲正面對種種的挑戰,如優先選擇與窮人一起;自由神學的坎坷道路;目前宗教的危機;「自行詮釋」信仰;空虛的追尋,還有社會不平等和關係上的匱乏等。10月31日至11月2日,在珍妮達瑪利亞之城舉行的三天聚會中,都有探討以上某些問題。一群大學講師和畢業生為拉丁美洲文化瞻望前景。針對問題帶出的實例見證,能配合精神生活的渴求和非洲後裔及本土文化的價值觀。經過幾天後,突顯了拉丁美洲典型多元社會的使命。

出席聚會的其中一位嘉賓是上智大學學院(Sophia University Institute)院長神學家皮爾魯.高達教授。他的學生有不少是南美洲人,包括在場的一些巴西( Brazil )舊生。高達教授指出:「目前是個大轉變的時期,時代起了變化,對人的看法和世界觀都改變了。在這個緊急的歷史性時刻,天主給盧嘉勒(Chiara Lubich)託付了神恩,即合一的神恩,在這幾十年來作出了成熟的貢獻。」

普世博愛運動在巴西和其他南美洲已傳播逾50年,已在不同大學的舉措中孕育了合一文化的特色。手足情往往成了一門學問,在不同學科、政治、經濟、法律、教育等範疇裡刻上更新的烙印。

積極提出建議、經驗交流、一起反思,都成了三天聚會的特色,為此,開拓了一個新的視野,踏上新的里程,但仍有待實現,就是在拉丁美洲也要按着上智大學學院的精神和理念,成立一所大學研究中心(Sophia)。

這只是計劃的藍圖,當中包含着南美洲的特色。另外,巴西里約熱內盧天主教教廷大學神學家瑪麗雅.嘉娜.賓格梅爾(Maria Clara Bingemer)與大家重溫南美洲教會在梵二前後的面貌。阿根廷籍政治學家若望.艾斯特班.貝德拉恩(Juan Esteban Belderrain)一針見血剖析了南美洲最深層創傷的因由,其中是由於缺乏社會的凝聚力。

為此,上智大學學院勾劃出文化的建議,都具有南美洲文化的特色,也配合南美洲教會的取向,這種靈感的根基和起始的方法,都源自盧嘉勒於2001所提出的。這些年來,上智大學就是一個試驗場,加以驗証。在場的舊生就是例証。「這裡的學生和教授合力實踐思想與生活一致,優先重視各個層面的人際關係,旨在薈萃跨學科,為支離破碎的學問找答案。」另外,最近普世博愛運動協同會長岑思浩(Jesus Moran )在接受訪問時指出:「在盧嘉勒身上,從沒有出現生活與思想自相矛盾的地方。」他又說:「盧嘉勒創辦了『天父學院』(Abba School)和『上智大學』,她『醉心於耶穌的思想』。正如所有偉大的創辦人,盧嘉勒完全意識到,一個神恩不成為文化,將難以發展。文化總是一種生活呢!」

目前,上智大學學院的學生分別來自30個國籍。這種國際性的同居共處,進一步為培育「心懷世界」的人作出貢獻。

在各自典型的文化中開拓普世性的視野。這樣的一個計劃與教宗方濟各最近給普世博愛運動成員的三個囑咐互相輝映,分別是默觀、走出去、培育。教宗給盧比亞諾福音小城(Loppiano Mariapolis)建成五十周年的視頻(videomessaggio )上,也恰恰地提到,上智大學正是一個地方培育青年男女,他說:「除了在不同學科上獲得恰當的培育外,同時他們注入了從天主是愛所湧出的智慧。」